Il Corpo Forestale dello Stato , Ispettorato Generale, ha decretato, in data 27 giugno 2011 (in fondo a questo articolo il link verso il documento in .pdf), una riorganizzazione delle circoscrizioni territoriali e dei Comandi Stazione forestali, con accorpamenti e conseguente soppressione di alcune sedi.
Il provvedimento riguarda, ovviamente, anche la Provincia di Campobasso, che vedrebbe soppresse sedi che per decenni hanno servito aree territoriali sensibili sotto il profilo della tutela e vigilanza ambientale, della protezione civile, della prevenzione incendi e interventi in ambito idraulico - forestale. La cancellazione di detti presidi comporterebbe la decadenza dell'azione di tutela e vigilanza dei territori interessati che, per conformazione e dislocazione, resterebbero completamente sguarniti. Sono promotore e primo firmatario della mozione con la quale la Provincia di Campobasso si attiva per richiedere il mantenimento delle sedi dei presidi CFS indicati per la soppressione ed invita il Ministro delle Politiche Agricole-Alimentali-Forestali e il Capo del Corpo Forestale Dello Stato, Ispettorato Generale, a tornare sui propri passi, rivedendo i contenuti del provvedimento di riorganizzazione, perché non restino scoperte zone importanti e nevralgiche del nostro territorio.
Questa occasione rende opportuna una riflessione generale sul momento del nostro Paese, oggettivamente difficile ma meritevole di provvedimenti e decisioni più ponderati e studiati, piuttosto che di colpi di mannaia vibrati senza granché sangue freddo. Anche il CDM straordinario di ieri è intervenuto decretando, tra l'altro, accorpamenti e soppressioni di molte Province italiane in occasione delle prossime tornate elettorali. Ora, è ben chiaro a tutti quanta necessità di riorganizzazione e di ottimizzazione dei costi l'Italia abbia, ma è anche vero che decisioni di questo tipo non possono essere prese senza prima vagliare attentamente le conseguenze sul territorio. Non si può procedere a tagli senza prima mettere al sicuro i servizi fondamentali, il supporto irrinunciabile di forze che operano sul territorio per impedire "guasti" che, al verificarsi, infliggerebbero agli enti pubblici costi ben più elevati degli ipotetici risparmi, tutti invero da verificare, che deriverebbero da ristrutturazioni portate avanti in modo convulso e, in tutta probabilità, su criteri che non sono esattamente quelli del buon senso e della salvaguardia vera di servizi, territori, comunità e, in questo caso, patrimonio ambientale.
Il mio intento è quello di fare un richiamo forte e chiaro alle Istituzioni, affinché in un momento delicatissimo della gestione della "macchina pubblica" non si cada nell'errore di prendere decisioni avventate e non suggerite da analisi delle problematiche serie, puntuali e portate avanti realmente nell'interesse della collettività.
La mozione di cui sono promotore e primo firmatario ha incontrato il supporto della maggioranza in Provincia, mentre mancano all'adesione gli esponenti dell'opposizione di centrosinistra che, evidentemente sulla base di considerazioni diverse, hanno ritenuto di non appoggiare l'iniziativa. Curioso, anche considerando l'attenzione che la coalizione in questione ha sempre palesato per le problematiche legate alla salvaguardia del territorio.
La mia linea poggia sulla convinzione che i tagli e l'ottimizzazione dei costi della Pubblica Amministrazione e degli enti ad essa facenti capo non debbano e non possano essere attuati con provvedimenti che magari colpiscono la pubblica opinione ma che rischiano di proporre soluzioni peggiori del male che le ha originate. Il nodo sta negli sprechi e nei "giri a vuoto", spesso peraltro inevitabili per motivi di strutturazione degli uffici e delle procedure, che rendono spesso vani gli sforzi di amministratori responsabili e desiderosi solo di fare il bene dei territori dei quali sono responsabili e dei cittadini che li hanno incaricati di rappresentarli nelle Istituzioni.
Spero vivamente che molto presto il "moto" di riorganizzazione dello Stato, degli Enti, di qualsiasi settore della Pubblica Amministrazione sia ricondotto alla capacità di ponderare le decisioni e ratificarle non senza aver prima dialogato con tutte le parti coinvolte e interessate dalle singole problematiche, senza trascurare che, a monte, il tutto va inserito in un quadro generale di concertazione dei servizi tesa, lo ribadisco, a perseguire ed eliminare sprechi e "vuoti procedurali" , con nel mirino la messa in efficienza dello Stato e delle Regioni e, a cascata, di tutti gli enti locali.
Mi auguro che la nostra richiesta sia accolta e la situazione dei presidi territoriali CFS adeguatamente riconsiderata.
Roberto Crema