Regionali: il programma del centro destra - la continuità deve recepire il momento e disegnare il futuro.
Premessa
Il nostro programma elettorale:
la continuità deve recepire il momento e disegnare il futuro.
Il programma elettorale con il quale la nostra coalizione si presenta alla tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale, con il voto previsto per i giorni 16 e 17 ottobre prossimi, poggia su un impianto che richiama il percorso seguito fino ad oggi dal Governo Regionale uscente e che naturalmente è proiettato nella continuità dell’azione amministrativa, sempre che naturalmente l’elettorato conferisca di nuovo al centro destra il mandato.
Tante le questioni critiche e i problemi da risolvere. Per la sanità, ad esempio, se è vero che si tratta di una sofferenza condivisa con diverse altre regioni, lo è altrettanto che in Molise è il momento di gettare le basi per un risanamento che dovrà essere solo il primo passo verso un equilibrio a regime del bilancio sanitario. Le soluzioni indicate nel programma sono condivisibili e vanno perseguite con un lavoro senza sosta. Fondamentale sarà valorizzare le risorse e le eccellenze che non mancano di certo.
Quello dei giovani è un argomento al quale tengo particolarmente. Ho sempre cercato di dare spazio ai nostri “eredi”, anche nelle incombenze elettorali e nel lavoro sul campo ho sempre coinvolto giovani e giovanissimi, trovando sempre il loro entusiasmo e la loro voglia di apprendere e contribuire alla realizzazione di un progetto, all’inseguimento di un risultato. Le nuove generazioni vanno supportate e guidate ad essere il vero nuovo motore della nostra società e della nostra economia. Formazione, istruzione, lavoro, incentivazione dell’imprenditoria giovanile, quindi, ma per loro ho un’idea più ambiziosa e, checché se ne dica, nobile: un nuovo coinvolgimento nella politica, aiutandoli a coltivare per essa passione e interesse vero, con la consapevolezza che nobile è lavorare per la comunità prima che per sé stessi. Questo si, che “si può fare”.
I costi della politica: il riequilibrio della spesa pubblica è doveroso eticamente prima che necessario sotto il profilo finanziario. Il programma indica il da farsi, il segreto sarà farlo subito. Il concetto è semplice: un compenso, un’indennità, devono essere sempre commisurati al ruolo ricoperto ed alla funzione effettivamente svolta. Vorrei sottolineare un aspetto particolare, che prende lo spunto da un’analisi recentissima de Il Sole 24 ore: gli “sprechi sugli acquisti”. La mala gestione degli approvvigionamenti, il controllo fatiscente sugli acquisti nella P.A., sono causa di sprechi di dimensioni assolutamente colossali, stimati prudenzialmente in ben 4 miliardi di euro l‘anno. Secondo l’analisi del noto ed autorevole quotidiano economico, sarebbe questa l’entità del risparmio a regime. Attenzione, è una delle poste minori. E’ sufficiente ricordare che giungere ad ottenere simili risparmi di spesa sarebbe un beneficio per tutti.
Federalismo, sviluppo, crescita, creazione di ricchezza: temi strettamente correlati tra loro. L’occasione del federalismo fiscale ed amministrativo è a mio avviso unica, va usata come veicolo per confluire nel Piano per il Sud e dimostrare che il Mezzogiorno può tornare ad essere la “locomotiva d’Italia”, come non molto tempo fa disse, in qualche modo tradendosi forse, un noto esponente del “Carroccio”. Non c’è bisogno di andare troppo lontano: sarà sufficiente valorizzare tutte le risorse, naturali e intellettuali, del Sud d’Italia, e il gioco sarà fatto. Sia chiaro: non basterà il classico schioccar le dita, ci vorrà molto lavoro. Tantissimo.
Noi siamo pronti. I nostri giovani sono… avvisati: rimbocchiamoci le maniche.
Roberto Crema.
Il programma elettorale: riflessioni ed esortazioni.
Il richiamo alle matrici comuni apre il programma del centro destra per le regionali 2011. Dottrina Sociale della Chiesa, famiglia, le libertà dell’individuo, il riformismo moderato, sono elementi quanto mai necessari per una classe politica che vuole definirsi in grado di governare una regione, un Paese, in un momento difficile come questo. Lo sono ancor più per un partito, il PDL, che vuole continuare ad essere a capo della coalizione. Senza una guida adeguata non c’è coesione né spirito di squadra. Vale per il PDL nella coalizione, vale per il leader nel PDL. Il momento è di cambiamento e transizione a tutti i livelli: una testimonianza in questo senso è anche la designazione di Angelino Alfano a Segretario del partito. Il programma con il quale il centro destra va a proporsi agli elettori è, dunque, un nuovo rafforzamento della sintesi di varie “anime” e di varie tradizioni. Gli obiettivi sono, invece, fatalmente costruiti sulle urgenze e le esigenze della congiuntura, della situazione attuale dell’Italia e della nostra Regione.
Così, la specifica previsione per il contenimento della spesa pubblica contempla aspetti concreti ed individuati con precisione: auto blu, per le quali c’è già in Gazzetta una norma nazionale con le linee-guida alle quali il governo locale si rifarà, raffinando poi ulteriormente l’impostazione logistica per ottenere ulteriori risparmi; le indennità, che andranno rideterminate in modo tale da renderle rapportate e congrue rispetto a ruolo e mansioni; la revisione dei fondi di dotazione dei Gruppi Regionali, importantissima; l’alienazione di beni immobili pubblici, così come delle partecipazioni regionali non strategiche; la riduzione e la revisione delle indennità per i consiglieri degli enti sub-regionali e delle partecipate. Oltre tutto questo va sottolineata la previsione di meccanismi premiali per gli assessorati capaci di ottenere risparmi consistenti.
Importante il passaggio sulla capacità d’intervento del governo regionale in situazioni critiche nei gruppi industriali ed aziende strategiche per l’economia regionale, azioni che al di là delle polemiche strumentali hanno permesso di salvaguardare migliaia di nuclei familiari. Ribadito in questo ambito l’intento di proseguire nella razionalizzazione dei “contenitori istituzionali” e dei servizi pubblici, anche nell’ottica delle profonde modifiche che federalismo, Piano per il sud e interventi normativi sulla Pubblica Amministrazione stanno imponendo alle istituzioni. Laddove la politica sarà capace di intervenire tempestivamente e con lungimiranza sarà possibile ottenere i risultati più lusinghieri. Qui, in Molise, è tempo di tagliare, oltre che i costi e le spese, anche le perdite di tempo e le polemiche sterili e questo è proprio uno dei punti di forza della coalizione di centro destra.
In materia di sanità, il programma annuncia la rivalutazione dei servizi di pronto soccorso, la valorizzazione della medicina territoriale, di prossimità ed extra-ospedaliera, oltre ad un potenziamento deciso di RSA, convenzioni con ONLUS e organizzazioni di volontariato. Soprattutto, è prevista la stipula di convenzioni con Fondi Integrativi Sanitari. Tutte azioni volte a contrastare deficit, ticket sulle prestazioni specialistiche, criticità dei bilanci del sistema sanitario, problemi che peraltro affliggono molte regioni italiane e non certo solo il Molise: troppo spesso finiamo alla berlina come fossimo l’unica causa dei problemi della sanità italiana. Non ultima la consapevolezza del ruolo che potrà rivestire
Il ruolo di Vice Presidente della Conferenza delle Regioni, rivestito dal Presidente Iorio, è stato un contributo fattivo alla rimodulazione di quel federalismo che da “leghista” è divenuto fiscale, sussidiario e rimodulato sulle esigenze del Mezzogiorno, per il quale sono intensi anche i lavori sul Piano per il Sud, che del federalismo è complemento naturale. Bisognerà lavorare sulla ripartizione delle imposte su base regionale, che dovrà tenere conto la redditività e la fiscalità delle singole realtà. Allo stesso modo nevralgica sarà la lotta all’evasione, sempre più compito anche delle amministrazioni locali. Si potrebbe riassumere l’atteggiamento più giusto verso il federalismo nell’espressione “camminare con le proprie gambe”, cosa che il Molise dovrà imparare prestissimo a fare nel migliore dei modi. Si tratta un percorso naturale per un centro destra liberale e teso alla creazione di ricchezza e di iniziativa imprenditoriale, oltre che al deciso sviluppo dei settori peculiari di questa terra, come turismo, ambiente, agricoltura e servizi.
I giovani: non una risorsa, ma LA risorsa. La formazione di qualità, con il “filo” che dovrà unire università, scuola, organizzazioni di categoria e ordini professionali, sarà centrale e perseguita con ogni mezzo. Il terreno delle nuove tecnologie sarà battuto senza sosta. Il programma sottolinea anche l’importanza strategica di una formazione giovanile che “scivoli” nelle imprese, ad acquisire così esperienze direttamente sul campo. Va detto qui che per le nuove leve va portato avanti un impegno specifico proprio per il recupero d’interesse e passione verso la politica, che a dirla tutta ha più bisogno e necessità di ricambio, rinnovamento e ringiovanimento di qualsiasi altro ambito. Un cambiamento da portare avanti, però, salvaguardando le esperienze maturate, le individualità di maggiore qualità, prestigio e carisma, perché senza una guida valida le nuove generazioni non potrebbero crescere adeguatamente.
Il Molise sta mostrando una certa vitalità nel reperimento di fondi UE: questa capacità dovrà essere ulteriormente sviluppata, rafforzata e la presenza delle nostre istituzioni nelle “stanze che contano” dovrà essere costante ed agguerrita. Il PDL e il centro destra hanno esperienze e capacità specifiche in questo senso. Queste risorse finanziarie sono condizione essenziale per sviluppo e crescita, soprattutto per una regione piccola come la nostra. Di qui, i progetti di varo di un’agricoltura moderna e di qualità, della rivitalizzazione delle piccole e piccolissime imprese, dell’artigianato locale, di una riprogrammazione turistica a medio e lungo termine, del sostegno totale alla nascita di nuove iniziative imprenditoriali, soprattutto giovanili. Questa regione va promossa, esportata, valorizzata con ogni mezzo. Entrano, qui, in gioco le infrastrutture, sia quelle classiche, o “materiali”, che quelle telematiche. Senza collegamenti efficienti, viabilità efficace, capacità comunicativa ed organizzazione logistica non si va da nessuna parte. Per queste problematiche il PDL e la coalizione hanno un “programma nel programma”, perché i collegamenti con il “mondo esterno” devono essere totali, aperti, funzionali.
Sviluppo e crescita: quello che è attualmente il cruccio del Governo nazionale potrebbe trovare proprio in Molise una spinta formidabile, tipica di una regione per certi versi rimasta ai margini e che, proprio per questo, può letteralmente esplodere in uno slancio di crescita senza precedenti. La regione dev’essere compatta ed unita su questo fronte: ogni parte di questo territorio ha particolarità, specificità e risorse importanti e su queste basi le varie aree devono contribuire alla crescita complessiva, in modo complementare e fungendo da stimolo reciproco a migliorarsi e progredire. Diciamo spesso che una delle cose più straordinarie di questa terra è che nel giro di pochi chilometri regala mare e montagna, di tutto e di più.. Dobbiamo solo e semplicemente essere capaci di farne tesoro. Il Governo di centro destra ha avviato diversi progetti e confida nella fiducia e nella stima degli elettori per poter continuare, scongiurando il rischio di lasciare non solo a metà ma, cosa più grave, irrealizzato il percorso.











