La manovra, l'iter, l'esame parlamentare, le modifiche necessarie: la ridda d'interventi e di proposte non deve condizionare il lavoro, dal quale dovrà scaturire una manovra riequilibrata e non figlia dell'ansia.

   Quagliariello risponde soprattutto alle obiezioni di coloro che indicano la totale assenza di provvedimenti "strutturali" nella manovra, indicando <<la modifica al mercato del lavoro attraverso la contrattazione decentrata, che potrebbe rivelarsi una straordinaria leva per l'occupazione nel Mezzogiorno>>,  i tagli strutturali ai costi della politica, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Insomma, il nostro Vicepresidente Vicario al Senato fa notare che in una manovra che ha dovuto giocoforza privilegiare parametri, numeri ed obiettivi ben noti non si è tralasciato di preparare il terreno per innescare almeno alcune delle riforme strutturali necessarie. Quagliariello rivela però, soprattutto, con estrema chiarezza l'intento di dare un segnale forte nella direzione del sostegno alle famiglie. Sollecitato sulle privatizzazioni e sulle dismissioni di patrimoni pubblici, invece, il Senatore PDL ha richiamato a calma e valutazioni serie, dicendo senza mezzi termini che <<una cosa è privatizzare, altra cosa è svendere il patrimonio pubblico sotto la spinta di interessi organizzati come già accaduto in passato>>. 

   Gaetano Quagliariello mantiene dunque un equilibrio invidiabile e non è davvero facile. Non nega certo, nell'intervista (cliccare qui per il testo intero), le "fibrillazioni" che stanno attraversando non certo solo il PDL ma tutto l'arco politico, abitato anche da non pochi esponenti che in qualche modo propongono soluzioni, modifiche ed interventi più strumentali e volti a raccogliere consensi qui e là che non al raggiungimento degli obiettivi per il Paese, tanto è vero che alla domanda iniziale sulle mille proposte di modifiche radicali, le più svariate,  precisa <<...corriamo il rischio di apparire schizofrenici. Da una classe dirigente ci si aspetta senso di responsabilità, oltre alla capacità di farsi carico delle alleanze e delle intenzioni degli attori sociali». Un richiamo non certo velato ai colleghi più "mediatici" ad un lavoro serio, ad un confronto oltre i personalismi e gli interessi di simbolo e di "casta". In un passaggio, l'On. Quagliariello ammette con chiarezza ed in modo diretto, da par suo, che determinate proposte (una scure più netta sulle Province) determinerebbe in tutta probabilità crepe nella maggioranza. 

   Il Vicepresidente dei Senatori si esprime anche in merito al TFR in busta paga, facendo propria la stroncatura netta dell'idea. 

   Due gli aspetti salienti: da un lato il richiamo ad un lavoro serio e collaborativo alle forze della maggioranza, ma non solo, dall'altro la porta decisamente aperta per i sostegni alle famiglie. Sopra tutto quanto, la consapevolezza che se è vero che è stato gettato il seme per alcune riforme strutturali, lo è altrettanto che diverse altre vanno predisposte: non possono più essere rimandati provvedimenti capaci di rendere questo Paese più moderno, funzionale e soprattutto "economicamente competitivo".