Michele Iorio e la chiusura della campagna: le idee chiare si lasciano alle spalle le zuffe.
Regionali 2011: Michele Iorio ha chiuso la campagna nel modo più equilibrato possibile, prendendo le distanze dal clima rissoso da altri continuamente istigato ed alimentato. Vale la pena di fare una premessa sulla situazione creatasi ieri sera, in Piazza Vittorio Veneto, ai più conosciuta come Piazza Monumento a Termoli. E'possibile leggere in merito, sulle varie testate, della "fortuna" che avrebbe avuto il Presidente a "chiudere" nei locali dell'ex biblioteca, piuttosto che in piazza con relativo confronto della quantità di pubblico presente rispetto al comizio / spettacolo di Beppe Grillo, svoltosi fino a pochi minuti prima.
Al di là del fatto che la stessa stampa locale ha piu' volte rilevato come sostanzialmente tutti gli incontri tra candidati e pubblico si siano svolti "al chiuso", atteso il tangibile clima di insofferenza della cittadinanza verso la politica, va detto che nel caso di Grillo, così come in fondo vale in qualche modo anche per Vendola, si tratta di eventi non confrontabili in alcun modo. Intanto, ove dovesse valere il criterio della quantità di gente accorsa per il leader del Movimento 5 stelle conosceremmo già il nome del prossimo Presidente della Regione, ovvero il signor Antonio Federico. Temo che questa sia un'eventualità praticamente impossibile a verificarsi, anche se poi nella vita tutto può accadere.
La verità è che l'arrivo di Grillo presentava una serie di motivi di attrazione della folla che nulla avevano né hanno a che vedere con il confronto squisitamente politico, se non in minima parte; le aspettative avevano poi una caratterizzazione ben precisa e non sono certo state deluse. L'esibizione, perché di questo si è trattato, del celebre comico genovese si è svolta inevitabilmente dinanzi ad un mare di gente perché hanno giocato diversi fattori: la curiosità, il passato del soggetto, la sua verve, la sua capacità di divertire e, purtroppo, il linguaggio che non definirei colorito ma piuttosto volgare. Quest'ultima caratteristica, unitamente agli urli scomposti che hanno costituito come al solito il "timbro" di voce dello showman, ha naturalmente acceso tanti animi perché oggi come oggi dolorosamente tutto questo fa sempre più presa... ma attenzione, questo non vale per la maggioranza della popolazione. Certo, la libertà di ognuno di appassionarsi a chi e come meglio crede è sacra, ma giusta ed intelligente è stata la posizione del Presidente Iorio che, da uomo esperto ed equilbrato quale è, ha opportunamente separato i due eventi, in termini concettuali e soprattutto politici, e lo avrebbe fatto efficacemente anche stando in piazza. Sarebbe stato infatti inutile quanto ingenuo pensare di poter mettere assieme la stessa folla che ha ascoltato Grillo, per i motivi già indicati ma anche perché, come già precisato, l'insofferenza della cittadinanza e della popolazione italiana in genere per la politica del momento è da record e, siamo onesti, il fattore trascinante delle invettive grilline non è stato certo quello politico, al di là delle apparenze.
Detto ciò va sottolineato come l'ultimo comizio di Iorio a Termoli per questa campagna elettorale sia stato comunque uno degli appuntamenti "coperti" più efficaci tra quelli tenutisi da un mese a questa parte, anche al netto delle presenze "campobassane". Va poi ricordato come il popolo del centrodestra non vada in giro a farsi sentire, come fa invece l'elettorato della coalizione avversaria che impreca continuamente, inneggiando alla cacciata di Iorio da un lato, di Berlusconi dall'altro, alla estinzione del centrodestra a monte. Vorrebbero vincere correndo da soli. In altre parole in giro sostanzialmente loro parlano, "noi" pensiamo alle soluzioni. Così come ha fatto Iorio ieri sera: può piacere o no, è questione di gusti, tutto è sempre migliorabile, ma al di là di qualche battuta delle sue, sempre piuttosto gustose, il Presidente ha messo sul tavolo dinanzi ai presenti le cose realizzate, ben precisando che non sono state certo tutte quelle che il territorio attende né tutte quelle previste nel programma a suo tempo adottato, e le cose da realizzare, mostrando anche un affiatamento di buon livello con le istituzioni locali termolesi e fornendo elementi molto concreti per il Basso Molise tutto.
Ora, al di là di tutto ciò su cui si può discutere, mi domando e domando a tanti scettici se è meglio fare politica in modo rissoso, irrispettoso, astioso e volgare, per bocca tra l'altro di soggetti che, in molti ma molti casi, hanno a loro volta ben di che farsi perdonare, oppure ragionando, proponendosi, cercando vie per un governo efficace, organizzando una squadra che deve farsi carico dei problemi veri del territorio e risolverli, almeno provarci con tutte le forze.
Mi pare chiaro che da una coalizione che imposta non solo la campagna elettorale ma tutta la propria strategia politica, se così è definibile, su attacchi personali e dileggio degli avversari, oltre che su una proposta programmatica per lo meno di dubbia consistenza, non è in grado di dare alcuna garanzia di governo funzionale per questa Regione.
La sensazione è forte: una campagna elettorale specchio della società attuale, della politica così come la interpretano persone che non hanno spirito costruttivo ma voglia di poltrona, carriera "passiva", il sogno di compensi per i quali conta di non dover poi dare nulla in cambio alla collettività. Termoli, il Molise tutto, meritano qualcosa di diverso dalle continue denigrazioni che i candidati del centro sinistra hanno lanciato verso i dirimpettai, cioé noi, spesso supportandole con dati grotteschi, con ragionamenti non confortati dalla verità, con passaggi e riflessioni che non di rado hanno mostrato impreparazione, superficialità e non ultima una presunzione degna di molto miglior sorte.
Non sono un mago, non prevedo il futuro, non posso oggi scrivere il risultato del voto e chi lunedì sarà Presidente del Molise, ma una cosa è certa: nessuno ha mostrato capacità e doti tali da potersi permettere di governare questa regione degnamente e con consapevolezza, come invece il centro destra, nonostante le sofferenze e le tante cose da sistemare, è perfettamente in grado di fare. In questo senso la grande spinta conferita tanto da Maurizio Lupi quanto da Angelino Alfano è stata emblematica della crescita in atto nel PDL, una crescita che darà nuova linfa a tutta la coalizione.
Roberto Crema.











