berlusconi_tremonti_letta.jpg_415368877_1-preview 3 e 5/6 agosto 2011

Riprendiamo, esaminiamo e commentiamo Il discorso di Berlusconi in Parlamento, tenuto il 3 agosto, e la conferenza stampa del 5, di annuncio dell'anticipazione degli effetti della manovra e di nuove misure a contrastare la crisi finanziaria ed economica.

5 agosto 2011, la conferenza stampa congiunta Berlusconi, Tremonti, Gianni Letta.

   I contenuti: 

   * Introduzione del pareggio di bilancio nella Costituzione;  

   * pareggio di bilancio da anticipare al 2013;

   * modifica art. 41 della Costituzione in quanto a liberalizzazioni e riforma del lavoro;

   * attuazione della delega fiscale, segnatamente in ambito  assistenziale.

   Iniziamo col rilevare come in una ennesima giornata  di "passione" per le Borse, e dopo un avvio a dir poco drammatico, Milano ha chiuso con un lievissimo segno negativo: un segnale importante del fatto che l'Italia non è poi quel Paese così smarrito e preda degli orchi come spesso i gufi del malaugurio sostengono e continua a far specie il fatto che tanti, ma tanti esponenti politici ed imprenditori italiani abbiano la faccia tosta di sparare addosso al loro stesso Paese per convenienza politica. 

   La conferenza stampa, dunque: l'occasione dimostra  come il nostro Governo si fosse già strutturato già conoscendo l'esigenza di dover procedere più velocemente al conseguimento di determinati obiettivi. In particolare, il raggiungimento del pareggio con un anno di anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto, che non sarà perseguito modificando la "manovra" ma anticipandone appunto gli effetti, agendo sui tempi di attazione dei vari  provvedimenti. L'accelerazione sulla delega fiscale / assistenziale  costituisce lo strumento più incisivo tra quelli programmati. L'esempio a nostro avviso più importante arriva dal fatto che deputati e senatori sono chiamati ad un rientro imminente dopo vacanze brevissime, da record, e già giovedì prossimo avrà luogo una seduta congiunta Camera / Senato. Il nostro Parlamento è chiamato ad una ulteriore fondamentale prova di coesione e collaborazione, tutti i cittadini sono chiamati invece ad informarsi, partecipare e mettersi in condizioni di poter giudicare, nel bene e nel male, l'operato degli eletti. Siamo ad un bivio e dobbiamo essere in grado di scegliere nel modo giusto, lavorando con responsabilità e capacità di rispettare ruoli, gerarchie, attribuzioni. Il richiamo forte è anche alle opposizioni, perché sappiano proporre e proporsi oltre la polemica strumentale: abbiamo annotato l'impegno del Premier Berlusconi a non fare orecchio da mercante alle proposte e agli stimoli del centrosinistra e ci auguriamo tutti che questo impegno sia mantenuto e che, in generale, l'atteggiamento responsabile sia rinvenibile da entrambe le parti e che possa condurre questa volta a risultati concreti. E' chiaro che le opposizioni devono fare in questo senso la loro parte, diversamente la disponibilità del Premier sarà stata vana. Ci contiamo. Che l'Italia, anche se purtroppo ancora una volta nell'emergenza, sappia essere unita davvero è risaputo, dopo di che è singolare che questa esigenza così fuori dell'ordinario si presenti proprio nell'anno dell'anniversario dell'unità d'Italia; speriamo di poter ricordare anche per questo la ricorrenza che abbiamo in tanti voluto onorare.

La conferenza su sole24ore.com. 


   Un  commento all'intervento di  Silvio Berlusconi in Parlamento lo scorso 3 agosto. Il testo di colore nero riporta le parole del Premier o comunque concetti da lui espressi, in colore blu il nostro commento e le nostre opinioni.

<<I problemi dell'emergenza che in queste ultime settimane abbiamo dovuto affrontare sono la diretta conseguenza di una crisi di fiducia che scuote i mercati internazionali, tanto per le incertezze sull'Euro, quanto per la spinta della speculazione finanziaria. Tale crisi dev'essere fronteggiata con sicurezza e fermezza, senza inseguire i nervosismi del mercato. (..) Il nostro Paese ha un sistema politico solido che si è dimostrato capace, con il concorso responsabile dell'opposizione,  di approvare in 3 giorni una manovra di quasi 80 miliardi di Euro raccogliendo l'invito alla coesione nazionale del Presidente Napolitano>>.

   La coesione e la capacità di affrontare responsabilmente l'occasione dell'approvazione della manovra non sono stati un "obbligo" o una forzatura, se non in minima parte. Il fatto che, poi, la cosa sia stata usata dalle opposizioni per buttare appena possibile ulteriore benzina sul fuoco della contrapposizione politica "da poltronite" è altra storia. In Italia è uso comune darsi la zappa sui piedi e giungere a screditare il proprio Paese pur di mettere in cattiva luce l'avversario. Una consuetudine odiosa ma, soprattutto, molto molto nociva. In questo passaggio iniziale del premier pare a me più degna di nota la considerazione sui mercati finanziari internazionali. Il problema è certamente serio e le ripercussioni evidenti ma la grande risonanza della cosa è disastrosa. La speculazione non è  solo finanziaria ma anche e soprattutto mediatica. Berlusconi ha mille ragioni quando auspica sangue freddo e la capacità di non lasciarsi condizionare da quei nervosismi: anche coloro che non sono direttamente investiti dal problema finiscono per passare tantissimo tempo a parlarne, dissertarne e a fare esercizzio di polemica, perdendo tempo prezioso e maturando, e di conseguenza alimentando, un pessimismo eccessivo che aggrava la situazione.

<<Abbiamo fondamentali economici solidi , le nostre banche hanno superato gli stress test, il Paese dà anche segnali di ripresa. (...) Non è venuta meno la voglia di fare impresa, di investire. Il Governo ha approvato il 6 luglio una manovra diretta ad assicurare l'obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2014. Condizione che determinerà la conseguente stabilizzazione strutturale del debito e la sua progressiva riduzione in rapporto al PIL. Questa manovra è stata concepita in coerenza con gli obiettivi fissati in sede europea ed è stata adeguata e sufficiente dall'Europa e da tutti gli operatori internazionali.>>.

    Nel rivendicare l'apprezzamento manifestato al nostro Governo dai "colleghi" europei in merito alla manovra, nell'ottica del pareggio di bilancio in tre anni  e della predisposizione del sistema italiano per una reale riduzione del debito pubblico, il Premier ha  ricordato come la crisi finanziaria non sia un fatto solo italiano ma mondiale, un problema quindi per il quale va rifiutata e stigmatizzata a monte l'opera di strumentalizzazione portata avanti dalle opposizioni, abili a servirsi anche di parte della stampa estera (vedi Economist che sotto dettatura randella in modo puerile ed infantile...) e  lanciate nella costruzione di un suggestivo teorema secondo il quale poiché la borsa chiude in negativo, di questi giorni, il Governo dovrebbe dimettersi. Non basta, quindi, che il mercato abbia esagerato  mettendo sempre più alla guida delle imprese i poteri finanziari in luogo degli imprenditori, ora si vorrebbe "legare" a doppio filo la vigenza di un esecutivo agli indici finanziari. Credo di poter definire tutto questo quanto meno grottesco e varrebbe la medesima opinione anche se alla guida del  Governo ci fosse la coalizione avversa. 

   Berlusconi ha messo l'accento sul fatto che la grande crisi è allargatissima, ricordando il caso degli Stati Uniti, con il rischio default ed ha prodotto un'analisi su tutto quanto sta avvenendo in termini di tensioni in ambito finanziario e debito pubblico dei vari Paesi dell'Euro.

   <<I mercati tuttavia non valutano correttamente il merito di credito. Le valutazioni degli investitori sui nostri titoli non tengono nel giusto conto la solidità del nostro sistema bancario, la salda posizione patrimoniale delle nostre famiglie e delle nostre imprese, il contenuto indebitamento estero del Paese, l'assenza di squilibri nel settore immobiliare, la prudenza seguita nella conduzione della politica di bilancio durante la crisi. Si tratta di punti di forza che in più di un' occasione hanno spinto le autorità europee a considerare l'Italia in condizioni di assoluta sicurezza, lo stesso Barroso ha definito ingiustificate le pressioni sui nostri mercati>>.

   Il nostro Presidente del Consiglio è abile come pochissimi a trasmettere un "essere positivo", un ottimismo capace di andare al di là dei problemi e delle potenziali soluzioni. Fermo restando questo però è difficile confutare le motivazioni addotte da Berlusconi, che ha palesato  uno spirito inguaribilmente ottimista ma anche proposto dati concreti. Il passaggio sulle banche italiane, che sono state prontissime ad equilibrarsi nel pieno della tempesta, è sintomatico e oggettivamente inconfutabile. Berlusconi ha anche precisato come l'indebitamento netto della P.A. sia sceso di un punto percentuale in rapporto al PIL, con un disavanzo primario sostanzialmente annullato. Il deficit di bilancio è risultato meno ampio di quanto prudenzialmente a suo tempo stimato.   

   Sulla manovra, Berlusconi ha ricordato come sia stata concertata in linea con il piano concordato in sede europea. Essa ha ratificato un percorso che proterà al pareggio nel 2014. Riflessioni poi sugli interventi in materia di previdenza, tesi a rafforzare la solidità dei conti pubblici per i prossimi decenni.

<<Le riforme introdotte negli ultimi anni pongono l'Italia tra i Paesi europei in cui la pressione esercitata dai regimi previdenziali sui conti pubblici sarà la più contenuta, il nostro sistema di pensioni è stato apprezzato e giudicato un esempio da seguire.>>. <<Non abbiamo fatto poco ma sappiamo che c'è ancora molto da fare. Lo sforzo di contenimento della spesa deve sempre più fondarsi su efficaci procedure di spending review che rendano strutturali i risparmi di spesa. Occorre anche un piano di azione immediata che risponda allo sviluppo dei mercati, dobbiamo considerare interventi che azzerino il fabbisogno finanziario nell'ultima parte dell'anno (richiamo chiaro al federalismo fiscale)>>. Così via dicendo, l'esigenza di migliorare i servizi pubblici  e la regolamentazione e la liberazione di maggiori risorse per gli investimenti, con il coinvolgimento degli investitori privati. E' quindi essenziale attuare in tempi brevi la delega fiscale, con il varo di un fisco più equilibrato e funzionale e favorevole a famiglie, lavoratori, imprese. <<Ma certamente è la crescita l'obiettivo essenziale. In quest'ottica il CIPE ha questa mattina dato concretezza al Piano per il Sud, con la destinazione immediata di 7,4 mld di Euro, epr 130 interventi a rilanciare l'economia del Mezzogiorno. Ho anche firmato due decreti, il primo che istituisce la Commissione Governativa che fornirà le informazioni necessarie per procedere al livellamento retributivo dei titolari di cariche elettive e dei vertici delle amministrazioni italiane rispetto agli standard europei, il secondo che definisce modalità e limiti di utilizzo delle auto blu>>.

   Riassumendo, quindi, si è rivendicata l'efficacia dei provvedimenti adottati e posto in evidenza quanto resta da fare. Molti commentatori hanno distribuito delusione (invero spesso strumentale) in merito a questo discorso ma, in realtà, sarebbe stato sciocco aspettarsi una bacchetta magica o miracoli. Siamo seri: alla situazione di crisi imperante bisogna reagire "contando fino a tre", prendendo decisioni il più possibile condivise con opposizioni e parti sociali e distribuendo nel tempo gli interventi, compatibilmente con l'urgenza in atto; meglio prendere due decisioni ben ponderate, in uin certo breve periodo, piuttosto che cinque in modo frettoloso e scomposto per poi ritrovarsi a doverle sconfessare in tutto o in parte. La fretta è cattiva consigliera: servono velocità ed efficienza ed è utile rammentare che velocità e fretta non sono la stessa cosa.

   Il Premier ha rimarcato con molta chiarezza che molto ancora c'è da fare. Proprio in questa ottica Berlusconi ha poi anticipato i punti previsti per il confronto con le parti sociali:

  • - gestione della manovra, con riguardo tanto alle disposizioni approvate quanto a quelle ancora da varare;
  • - opere pubbliche: il monitoraggio congiunto degli investi infrastrutturali, che consentirà di verificare tempi e modi dell'effettivo trasferimento di risorse pubbliche e le spese effettive degli enti, di rimuovere le strozzature che rallentano l'esecuzione delle opere;
  • - il ruolo delle banche: in un contesto di grandi difficoltà delle attività produttive, oltre alle intese tra banche e  ssociazioni di impresa per garantire la liquidità, Governo e parti sociali verificheranno tempi e  modi di operatività di nuovi strumenti di sostegno finanziario alle imprese. Le relazioni industriali costituiscono uno strumento fondamentale per attrarre investimenti quando garantiscono adeguata produttività;
  • - è stata proposta dal Governo alle parti sociali da tempo una bozza di riforma dello Statuto dei lavoratori, denominata Statuto del lavoro. E' giunto il momento di verificarne il grado di consenso per procedere all'esame parlamentare.
  • - proroga detassazione e decontribuzione degli incrementi retributivi: a sostegno di questo piano;
  • - il Governo garantisce anche per il prossimo anno un'adeguata dotazione per gli ammortizzatori sociali;
  • - pubblico impiego: le nuove norme incentivano riqualificazione e razionalizzazione della P.A., con garanzia di incrementi retributivi legati alla produttività individuale e collettiva, sempre attraverso la contrattazione con le parti sociali stesse.

   Sui tagli dei costi alla politica il Premier ha precisato di voler evitare qualsiasi demagogia. <<Sulla base di quanto previsto dalla manovra, il Governo agirà per contenere tutti gli emolumenti delle alte professionalità pubbliche, elettive e non , riconducendole ai valori medi europei. Inoltre il Governo, attraverso la riorganizzazione delle Province, connessa con la diffusa aggregazione delle funzioni fondamentali dei Comuni già prevista dal Federalismo municipale, potrà pervenire ad un contenimento della pressione fiscale e ad un miglioramento dell'efficienza della gestione dei servizi locali.>>: Senza contare il già previsto dimezzamento del numero dei parlamentari. Citata anche la riduzione di società ed enti dello Stato, tramite fusioni o liquidazioni a seconda dei casi.

   In conclusione, il Premier ha ricordato che la crisi finanziaria ha colto l'apparato produttivo nel corso di un processo di adattamento a nuove tecnologie e globalizzazione, con gravi ripercussioni sulla crescita su tutti i Paesi dell'area Euro, anche per effetto di pesanti eredità del passato. Noi, con il decreto sviluppo e con la manovra, abbiamo introdotto ventisette misure concrete per sostenere la crisi, quattro relative alla fiscalità di vantaggio per imprese e cittadini, 5 per semplificazione e liberalizzazione, 4 per aumentare l'efficienza della giustizia, "ben undici" per incentivare il sistema produttivo, 3 di valorizzazione del capitale umano. <<MI preme sottolineare le misure che riconoscono un credito d'imposta per la ricerca scientifica e la tassazione secca del 5 per cento per imprese under-35>>. <<Il Governo si è quotidianamente impegnato anche per la soluzione delle crisi aziendali e solo negli ultimi otto mesi sono state risolte 30 vertenze, grazie anche alla collaborazione con i sindacati>>. <<Restare al fianco di chi lavora e produce è il modo migliore per fronteggiare la crisi>>. 

   E ancora: <<La nostra economia è vitale , forte della capacità degli imprenditori e del senso di responsabilità delle parti sociali, ricordiamo a noi stessi e a tutti che il Paese è economicamente e finanziariamente solido e che nei momenti difficili sa essere coeso e affrontare le difficoltà; Governo e Parlamento agiranno, mi auguro, con un ampio consenso politico e sociale per affrontare ogni minaccia alla nostra stabilità finanziaria, oggi più che mai dobbiamo agire tutti insieme>>. Un riferimento al "monito saggio" di Napolitano, con il richiamo alla coesione, e un invito a tutti a rimboccarsi le maniche per l'Italia, quale che sia la collocazione politica. <<La stabilità politica è l'arma vincente contro la speculazione>>.  <<Alle opposizioni non chiedo di condividere il nostro programma ma mi auguro che contribuiscano con le loro proposte e con le loro idee a far emergere sempre di più ciò che serve al paese>>. L'auspicio che le opposizioni siano tali nell'ottica del bene del Paese.

    Berlusconi ha ripetuto nella fase finale con una certa chiarezza che il Governo non resterà sordo alle proposte delle opposizioni, purché presentate con lealtà e nell'ottica del bene collettivo. Ha ricordato che bisogna fare il meglio nel tempo che manca da qui al 2013, quando tutti si rimetteranno al voto popolare (dando per certo quindi il completamento della legislatura...), augurandosi una collaborazione fattiva, per "consegnare agli Italiani tra due anni un Paese più forte e sicuro di sé".

   Tornando all'accusa più volte mossa a Berlusconi, di non aver cioé detto nulla di nuovo, pare di poter in verità sostenere invece che di nuovo c'è stato molto, per un semplice motivo: la popolazione italiana non è realmente ben informata su tutto quanto previsto da Decreto Sviluppo, Manovra economica e Federalismo e, in questa condizione, ognuno può sguazzare nella disinformazione. In realtà la gran parte delle cose pronunciate da Berlusconi per il 70 e passa per cento degli italiani contiene vere e proprie novità. Naturalmente è stato necessario intervenire prima di tutto sui conti pubblici, con disposizioni ad effetto immediato e altre programmate nel triennio, ma il "seme" è stato gettato, eccome, anche per sviluppo e crescita, anche se non potevano certo venir fuori miracoli.

   Credo che sia fondamentale che nel Paese nasca un impegno per seguire l'operato del Governo, per essere più informati, giudicare con maggiore serenità e meno astio tutto quanto avviene e contribuire ad una crescita che dev'essere di mentalità ed atteggiamento, prima ancora che economica. Senza la prima non si può ottenere la seconda. L'invito a rimboccarsi le maniche non è banale né casuale, poiché se da un lato questo Paese poggia su tantissime imprese e tantissimi lavoratori che tengono in piedi tutte le baracche, dall'altra è parimenti numeroso l'esercito dei disfattisti e di coloro che amano lanciarsi in critiche a senso unico senza contribuire granché "sul campo". Questo vale sia per la classe politica che per cittadini e imprese.

    Un  Presidente del Consiglio, insomma, che ha improntato il suo intervento ad un "sangue freddo" necessario, ad una cautela anche in termini di soluzioni e provvedimenti che personalmente considero legittima. Sarebbe infatti stato molto peggio lasciarsi prendere dall'ansia e prendere decisioni avventate, molto meglio invece tenere per sé qualche "asso nella manica" da "giocare" al momento giusto.

redazione