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Il Premier ha parlato quando era il momento. Dice giusto, Berlusconi: la crisi ci ha colti nel pieno del processo di correzione dei conti pubblici e questo, lasciando da parte i pensieri "cattivi", costituisce oggettivamente l'ennesimo elemento di "congiuntura sfavorevole" che l'esecutivo in carica si ritrova ad affrontare. 

Bene anche il richiamo al fatto che si, la crisi dei mercati ha aggredito l'Italia ma non certo solo l'italia, per una minaccia che riguarda tutti e segnatamente la moneta comune. 

La coesione nazionale nell'emergenza è stata giustamente invocata dal Presidente della Repubblica e "mulinata" dal centrosinistra in modo stavolta solo vagamente strumentale: la "gauche" non sa resistere, lo sappiamo bene, ma in questa occasione prevalgono i timori reali. Quello della coesione e'  un tema comune e il Presidente del Consiglio lo ha fatto naturalmente proprio anche davanti ai microfoni, parlando e finalmente dissipando così i timori di chi lamentava il silenzio di Palazzo Chigi, come se stesse ad indicare inerzia. Infine, vale la pena di sottolineare il consenso della Germania ma, in generale, dei "pezzi grossi" UE sulla manovra varata pochi giorni fa, fattore non di poco conto nel momento critico dei mercati e della bufera sul nostro Euro. 

   Il Governo ha dato prova di saper "contare fino a dieci"  e di non lasciarsi andare a dichiarazioni d'istinto, mettendosi a lavorare senza partecipare al solito "circo mediatico". L'andamento positivo di Piazza Affari conforta e stimola ad andare avanti così, nell'esigenza di approvare in tempi brevi la manovra, magari con la capacità di operare qualche opportuna modifica laddove ce n'è bisogno.

La nota del Premier su www.pdl.it

Le parole di Berlusconi (ilgiornale.it) - confronto con il pezzo su  repubblica.it